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Leggende metropolitane

Queste che seguono sono solo leggende, non c'è nulla di vero.
Se anche tu ne conosci scrivile al webmaster. Per saperne altre visita i nostri link

Il sesso del computer

Si racconta che in una scuola sia successo quanto segue: L'insegnante spiegava che in italiano i sostantivi sono divisi in "maschile e femminile". Stupito uno studente chiese: "Di che genere è il computer?" Non sapendolo, l'insegnante divise la classe in due gruppi, chiedendo loro di decidere. Un gruppo era composto da donne e l'altro da uomini. Il gruppo di uomini concluse che i computer appartengono al genere femminile perchè:

1)nessun altro al di fuori del loro creatore capisce la loro logica interna;
2) i linguaggi di cui si servono per comunicare con latri computer è incomprensibile a chiunque;
3) i tuoi errori anche minimi, sono immagazzinati nella memoria a lungo termine per essere usati più avanti;
4) appena ne acquisti uno ti ritrovi a spendere la metà del tuo conto in banca per gli accessori.

Le donne decisero che i computer appartengono al genere maschile, perchè:

1) per potere avere la loro attenzione devi accenderli;
2) contengono molti dati ma sono privi di intelligenza propria;
3)dovrebbero essere lì per risolvere i tuoi problemi, ma per metà del tempo sono loro il problema. 4)non appena te ne procuri uno, ti accorgi che se avesti aspettato un pò ne avresti potuto avere uno migliore.

E-mailegend di BRIAN

SI TRATTA DI UN BAMBINO DI BUENOS AIRES (BRIAN) CHE HA UNA MALFORMAZIONE CONGENITA AL CUORE E NECESSITA DI UN TRAPIANTO. IL COSTO DELL'OPERAZIONE E' DI USD 115.200. GLI ISP (INTERNET SERVICE PROVIDER) PAGHERANNO PER OGNI EMAIL $ 0.01 CHE SI MANDA CON QUESTO TITOLO 'SOLIDARIETA CON BRIAN'. E' NECESSARIO EFFETTUARLO RAPIDAMENTE. SERVONO 11.5 MILIONI DI MESSAGGI PER FINANZIARE L'OPERAZIONE. A FIANCO DI BRIAN E' STATO COLLOCATO UN PC CON MODEM PERCHE POSSA CONTARE I MESSAGGI DI SOLIDARIETA. SE LO INVIATE A TUTTI COLORO CHE CONOSCETE PERDERETE 2 MINUTI MA CONTRIBUIRETE A SALVARE LA VITA DI UN BAMBINO. VI PREGHIAMO DI NON ROMPERE LA CATENA E NON DIMENTICATE DI METTERE LO STESSO OGGETTO POICHE E' L'UNICA MANIERA DI CONTROLLO CHE HANNO GLI ISP.

Un tocco di classe

Una donna piacente e indaffarata infila la chiave nel cruscotto, ma il motore non dà segni di vita. Risale in casa, chiede soccorso per telefono al marito e, avendo inpegni improrogabili, esce di nuovo. A piedi. Al suo rientro osserva con piacere che il suo Gigi è già intervenuto ed è steso sotto il motore della macchina a gambe divaricate per riparare il misterioso guasto. Si accorge che la tuta un pò sporca indossata per l'occasione non è stata ben chiusa sul davanti. Con un tocco svelto, e si presume delicato, accomagnato da alcune paroline dolci, dà una sistematina agli attributi che le sono familiari. Quando entra nell'appartamento sentendo la voce del marito cha la saluta, quasi sviene per la sorpresa. Dopo qualche minuto la terribile spiegazione. Lì in garage c'è steso un meccanico chiamato dal marito. La signora non svela la gaffe gestuale. E' per questo che rimarrà un mistero insoluto il motivo per cui il meccanico qualche ora dopo viene trovato sempre nella stessa posizione sotto l'auto. E' svenuto. Ha sulla testa una larga ferita lacerocontusa. Nessuno saprà mai che il poveretto al tocco imprevisto istintivamente ha cercato di alzarsi e ha sbattuto la testa contro il motore.

Coniglio riesumato

Tutto comincia in un condominio. Al piano terra, con giardino, vivono due anziani coniugi.Un bel giorno arriva una coppia più giovane che si stabilisce al quarto piano. Si sa come vanno queste cose: una parola tira l'altra, e tra le due famigliole nasce una buona amicizia. Entrambe non hanno figli, ma qualcosa di più: i coniugi del quarto sono fieri del loro cane, un meticcio di taglia media. Gli altri due possiedono invece uno splendido coniglietto dal pelo lungo, sempre perfettamente pettinato e infiocchettato. Vive in giardino, nel quale si muove liberamente, ed ha a disposizione una luminosa gabbietta pluriaccessoriata. Un sabato mattina, la coppia del quarto piano sta caricando l'auto per il fine settimana. Le persiane del piano terra sono abbassate: devono essere partiti anche loro. Prendi il cane, dov'è il cane, ecco che quel bastardo sguscia fuori dal giardinetto tenendo delicatamente in bocca un fagottino bianco sporco di terriccio: il coniglio dei vicini, morto stecchito. Emergenza, problema, soluzione. Lei sale di corsa a casa, lava la povera bestiola, ne asciuga il pelo col phon (il vero protagonista di questa storia: compare in tutte le versioni, che sono centinaia). Poi, col marito, lo infila nella gabbia. L’istante dopo, partenza. Per fortuna, sembra che nessuno li abbia visti. Il lunedì mattina, ritorno in città. Il set è lo stesso. Stavolta però davanti al giardinetto dei vicini c’è un sacco di gente. I due cercano di guadagnare il portone, ma vengono intercettati. "E' successa una cosa incredibile. Venerdì pomeriggio, mentre stavamo per andar via, ci siamo accorti che il nostro Foggy era morto. Potete immaginare il dolore. Ma siamo voluti andar via lo stesso, per non deprimerci ancora di più. Così, prima di partire lo abbiamo sotterrato in giardino, in quell’angolo là. Stamattina siamo rientrati, e…è pazzesco. Lui era là, nella sua gabbia. Come se ci aspettasse."

La storia della salsiccia
(in America del collo di tacchino, in Germania del wurstel)

L’ultimo dell’anno è stato festeggiato come si conviene. Finita la festa e andati via gli ospiti, il padrone di casa è così ubriaco da addormentarsi sul tappeto del salone. La moglie invece ce la fa a salirsene in camera da letto, al piano di sopra. Poco più tardi tornano a casa, da un'analoga festa, i figli adolescenti.Vedendo il padre che dorme beato per terra, i due decidono di fargli uno scherzo: gli aprono delicatamente la lampo dei pantaloni, e vi sistemano, mezzo dentro e mezzo fuori, il collo del tacchino (il piatto forte del tradizionale cenone). All'alba la moglie si sveglia, e non trovando il marito al suo fianco decide di scendere a cercarlo. Ancora mezzo addormentata, si affaccia alla balaustra: proprio in tempo (quando si dice il caso!) per vedere il cane di casa intento a divorare l'appendice carnosa che sporge dai calzoni del marito. Con un grido, la donna sviene, rotolando per le scale. Per lei, il nuovo anno inizierà in ospedale.

La grata

Una storia nera, che dev'essere grata del proprio successo alla medesima. Cioè alla grata. Di ritorno, come ogni fine settimana, nella loro casa di campagna, i proprietari - quasi sempre vicini di casa (in città) di chi la racconta - avvertono un odore nauseabondo: forse un animale vi si è introdotto, chissà come. Frugano dappertutto, ma invano: tutto è in ordine. Quando più tardi accendono il camino, un fumo acre invade la stanza, e un puzzo di carne bruciata comincia a farsi sentire. Saliti sul tetto, i due scoprono che nella cappa del camino c’è un cadavere: qualcuno aveva cercato di penetrare nell'appartamento usando quella via. Ma non aveva fatto i conti con una grata sistemata a metà della canna fumaria per impedire l’accesso agli animali, e vi era rimasto incastrato.

Furto SIM-card

L'avvertimento arriva o in una e-mail o su un messaggio SMS o a voce da un amico:"Bisogna assolutamente evitare di digitare 09#invio (oppure 90#invio), anche se ci viene richiesto gentilmente da un falso operatore telefonico se si vuole evitare che la propria SIM card venga svuotata del credito residuo". E' opportuno avvertire di questo pericolo quanta più gente possibile.

La storia della sciatrice seminuda

E’ stata vista da un nostro amico sfrecciare sulle piste, a sci perfettamente uniti, in maglione, cappellino e pantaloni abbassati alle caviglie. Questa inaspettata e magica apparizione, a un metro da lui, gli ha fatto perdere l’equilibrio ed è finito con gli sci contro un albero, con conseguente frattura di una gamba. Il peggio arriva alla sala gessi dove l’ortopedico, dopo che ha ascoltato il suo dettagliato racconto, in dubbio sulle sue facoltà mentali, lo invia in neurologia per un eeg; più insiste che le cose sono andate proprio così e più aggrava la sua posizione.Come la maggior parte delle leggende anche questa ha un finale a sorpresa; in questo caso coincide con la spiegazione.Mentre, immobilizzato, esce dall’ospedale riconosce la stupenda sciatrice che su una barella viene portata al pronto soccorso. La poveretta colta da un improvviso bisogno fisiologico si era fermata in un posto appartato e si era già abbassata i pantaloni, quando piano piano aveva cominciato a scivolare fino a perdere totalmente il controllo degli sci. Ora è lì anche lei, per una radiografia.

Testamento

Due agenti di commercio fanno tappa per la notte in un alberghetto di provincia, gestito da una vedova di mezza età. Uno dei due sale subito nella sua stanza, mentre l’altro si ferma a bere un drink con la proprietaria. Da cosa nasce cosa: ma il rappresentante è sposato, e non vuole complicazioni. Dare alla donna un nome falso, non può: i loro documenti sono stati registrati. Si presenta allora col nome dell’amico. Al quale, il giorno dopo, non dice nulla dell’avventura notturna. Tempo dopo, incontrandolo nuovamente, il rappresentante si sente dire dal collega: "Ti ricordi di quel piccolo albergo dove ci fermammo a dormire? Ti sembrerà incredibile: adesso é mio. La proprietaria me lo ha lasciato in eredità , e ancora non ho capito perché....."

Lei non sa chi sono io

Un ragazzo deve sostenere un importante esame scritto all'università. E' preparato, ma affronta la prova con una certa tensione. Il professore è un'ulteriore fonte di paura: corre voce che abbia la mania di misurare attentamente il tempo dell'esame. Chi consegna dopo che tale tempo è scaduto, è bocciato. Il ragazzo scrive e scrive e non si accorge che il tempo è scaduto, e il professore non accetta il foglio. Inutile ogni protesta da parte dell'allievo, il quale lo prega in tutti i modi. La pila degli altri elaborati degli altri studenti è già sulla cattedra. In preda allo scoramento si dirige verso l'uscita dell'aula, ma poi si blocca, torna su i suoi passi e affronta il professore di petto: "Lei non sa chi sono io!" grida al docente. E il professore di rimando: "No, e non mi interessa proprio!". E il ragazzo: "Benissimo". alza la pila dei compiti, infila il suo nel mezzo, e fugge a gambe levate.

I SUOI SENI SONO UNA BOMBA, SIGNORINA!

C’è un albergo, vicino Verona, convenzionato con la British Airways, dove vanno ad alloggiare tra un volo e l’altro piloti, hostess e steward. La sera si lasciano un po’ andare dopo la tensione della giornata, mangiano finalmente e bevono come dio comanda e danno il là alle confidenze. Dunque c’erano queste hostess che chiacchieravano amabilmente dopo il caffé. Una di queste esordisce: "Non credereste mai cosa mi ha raccontato una mia amica della TWA" (o forse era un’altra compagnia aerea, ma poco importa). "Siamo tutte orecchie" replicarono le colleghe. "Ora, un’amica di questa mia amica, mi ha raccontato che al termine di un volo una passeggera sui trent’anni, graziosa, se ne stava come impietrita al suo posto, senza alzarsi. Preoccupata, una giovane hostess le si avvicina e nota due macchie rosse all’altezza dei seni appuntiti della viaggiatrice. Subito si spaventa e chiama i soccorsi. La ragazza comincia a balbettare, fatto che rincuora la hostess che l’aveva ormai data per spacciata. Il giovane medico di servizio nell’infermeria dell’aereoporto, esaminata con sguardo esperto (il famoso occhio clinico) la paziente, non ha dubbi e sentenzia: "Non vi preoccupate, la signorina non corre alcun pericolo; prevedo soltanto un’altra bella denuncia per quella dannata ditta di protesi al silicone!" In sostanza, a causa della pressurizzazione della cabina, i seni posticci che la tipa si era fatta impiantare per arrotondare le sue forme asciutte erano letteralmente esplosi. "E per fortuna che portava anche un reggiseno imbottito che ha retto all’esplosione - concludeva il medico ammiccando con aria misteriosa e tipico cinismo sanitario - altrimenti i danni avrebbero potuto essere ben maggiori"

PARQUET RADIOATTIVO

Una donna che si sentiva sempre più debole. Il medico, recatosi più volte a visitarla, non riuscì a formulare una diagnosi - e a alla fine si vide costretto a ricoverarla in ospedale. Lì, ancor prima di ultimare gli accertamenti, la donna cominciò a migliorare. Venne perciò dimessa rapidamente; ma una volta a casa, la mancanza di forze, la nausea e l’inappetenza ricominciarono. Fu solo dopo lungo tempo che se ne riuscì finalmente a capire il motivo: in casa della donna vennero trovate tracce di radioattività. Il responsabile, identificato con un contatore Geiger, era il parquet. Un’indagine presso il rivenditore rivelò che era stato importato da un paese dell’Est; era stato prodotto con legname proveniente dalla zona di Chernobyl.

LADRI D’APPARTAMENTO

E’ opinione diffusa che gli zingari rapinano gli adulti, e le zingare rapiscono i bambini mettendoseli sotto le gonne. E così, via. Nel senso che se ne debbono andare: nessuno se li vuole vedere intorno. Loro invece intorno alle nostre case ci girerebbero spesso, nella speranza di rubacchiare qualcosa. Chi ci racconta questa storia ci domanda se per caso abbiamo notato dei segni strani, tracciati col gesso, sul portone di casa. Si tratta di messaggi in codice: due pallini, casa facile: due linee in croce, donna sola e anziana; tre linee ondulate, girare al largo....Segue poi la descrizione, tanto dettagliata quanto falsa, dei furti subiti da A e da B: furti certificati dal derubato stesso, o dall’amico poliziotto. Storie che fanno perdere il sonno, e prendere per un minaccioso segnale qualsiasi graffio presente sul muro accanto al nostro portone.

TORTELLINI AI VERMI

Una massaia sta per mettere in tavola un piatto che negli ultimi anni ha riportato un enorme successo: i tortellini di Giovanni Rana. Li ha già preparati altre volte, con successo. Ma oggi, con sua grande sorpresa, alla superficie della pentola in cui stanno cuocendo cominciano ad affiorare decine di repellenti vermi vivi. Reprimendo lo schifo, e dando sfogo alla rabbia, la donna infila vermi e tortellini in una busta e si precipita dal suo salumiere, che la mette subito in contatto col rappresentante dei prodotti Rana. Questi si mostra molto disponibile. Per calmare la donna che intende adire le vie legali, regala alla figlia che sta per sposarsi una cucina completa di tutto, del valore di parecchi milioni: con Rana, in cucina non avrete più problemi. In cambio, alla cliente insoddisfatta e rimborsata viene chiesto il più assoluto riserbo sull'accaduto. Una richiesta che non dev’essere stata accolta, data la rapida diffusione della storia.

ANTICHE LEGGENDE

Altrettanto superata è oggi la storia (diffusissima nel secondo dopoguerra prima in Francia, poi negli States, in Germania ed infine in Italia) della disgraziata ragazza che, dopo tanti sacrifici, si era potuta comperare delle calze di nylon trasparenti, (l'ultimo grido in fatto di moda). Diventato rapidamente il penultimo: togliendosele, la ragazza urlò per il dolore. La pioggia gliele aveva incollate alla pelle. All’apparire dei primi dadi da brodo della Liebig, negli anni cinquanta, si sentiva dire con in(e)sistenza che erano fatti con carne di serpente, di topo, o addirittura umana: e che contenessero delle droghe.

RAGGI UVA

All’uscita delle prime lampade abbronzanti, nei primi anni ‘60, si sarebbe fatto un gran parlare della disavventura occorsa a una futura sposina, (…..PER il giorno….) che per acquistare un buon colorito si era esposta alle lampade abbronzanti da poco in circolazione. Poichè alla data delle nozze mancavano solo pochi giorni, aveva esagerato con i dosaggi. Dopo qualche tempo il marito si accorse che la mogliettina emanava uno strano odore. Allarmato, la portò dal medico. La diagnosi fu infausta: i raggi ultravioletti (e ultra-violenti) della lampada le avevano cotto l'intestino. "Dottore, mia moglie tornerà ad essere quella di prima?" "Una bistecca cotta non può tornare cruda".

LENTI A CONTATTO

Fu invece verso la metà degli anni ’70 che, insieme alle primissime lenti a contatto, si diffuse velocemente la storia di quella signora alla quale, mentre assiste ad un’opera lirica - proprio nello stesso palco del ripetitore - vede improvvisamente che si appanna la vista. Non per la lacrimevole storia di Violetta, ma per un suo acuto. Che ha provocato l'esplosione delle lenti a contatto della spettatrice. Lenta a sparire fu anche la storia di quel fabbro che, terminato il lavoro, avrebbe cercato invano di togliersi le nuove lenti a contatto: l'elevata temperatura della fucina gliele aveva incollate agli occhi.

MC DONALD’S

Non molto tempo fa, anche una corazzata come la Mc Donald's ha rischiato di venire affondata da una storia infondata, che ha messo in pericolo decine di migliaia di posti di lavoro, in migliaia di posti (la Mc Donald’s è presente in tutto il mondo.) A dar retta ai teen-agers (la sua clientela più nutrita), dal Texas a Manhattan, la multinazionale del fast food confezionerebbe i propri hamburgers con carne di lombrico.

KIT KAT

Qualche tempo fa qualcuno mise in giro una leggenda contro il KiteKat. Chi la raccontava giurava che questo prodotto fosse imbottito di anfetamine, allo scopo di creare dipendenza nei cani e nei gatti che lo mangiano, e costringere così i loro proprietari a comprare sempre e solo quello (ignari delle eventuali drammatiche tossicità conseguenti).

COCA COLA

Racconti dello stesso tenore mi arrivarono pure da altre fonti: oltre a quelli che sanno che la Coca-Cola è frizzante e dissetante, ci sono anche quelli che conoscono le sue capacità di erodere il metallo. Che sia dissetante, lo hanno provato. Che sia corrosiva lo hanno invece solamente sentito dire, e lo ripetono agli altri: se si immerge nella Coca-Cola un chiodo, questo verrà lentamente "mangiato". Se poi, invece di un chiodo, vi si mette della carne cruda, dopo poche ore la si troverà completamente "digerita".

TELEFONINI

Una delle più recenti leggende (ma ne seguiranno certamente delle altre) riguarda un big della nostra epoca: il telefonino. Secondo la voce -che viaggia anche attraverso gli stessi telefonini- le onde elettromagnetiche emesse da questi indispensabili accessori danneggiano il cervello, indebolendo fortemente la memoria. Che la gente ci creda, lo dimostra la grande diffusione dell’auricolare: con questo sistema si evita infatti un’eccessiva esposizione del tessuto cerebrale alle onde lesive. Che però verrebbero emesse anche dai telefonini spenti: a tenere il telefonino nella tasca dei pantaloni, o della giacca (come fa chi usa l’auricolare) si rischia nel primo caso l’impotenza, e nel secondo una malattia di cuore. Una difesa contro questi pericoli (o almeno contro queste storie!) potrebbe essere il telefonino con l’auricolare senza filo, di imminente uscita: lo si potrà allora lasciare in borsa, a debita distanza dai nostri organi più delicati. Nel frattempo, quelli che la sanno veramente lunga hanno montato sul proprio telefonino il Defender: un dispositivo giapponese economicissimo, in grado di schermare le pericolosissime onde. In questo mare di "notizie" allarmistiche, l’unica cosa che si può toccare con mano è proprio il Defender, che sta trasformando una voce (falsa, per il momento) in denaro vero.

BIG BABOL

Le "Big-Babol", le gomme da masticare che vantano le bolle più grandi del mondo, vennero quasi fatte esplodere da una storia falsa, ma ritenuta vera, che le diceva fabbricate con grasso di topo. Era una balla, ma il danno ci fu.

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